Calcio Frosinone
Sito appartenente al Network

Frosinone, costruire e proporre calcio: il sogno salvezza passa da qui

Il focus sui giallazzurri

Ma quel difensore non avrebbe potuto spazzarla? E quel portiere perché non l’ha rinviata subito spedendola alle stelle? Quante volte sarà capitato ad ognuno di noi di leggere certi interrogativi, sparsi qua e là sui social. Oppure di sentirli sulle tribune di uno stadio a margine di una partita. Pronunciati lì, in presa diretta, con tono convinto e rievocativo di un calcio che fu. Qualcuno la definirebbe nostalgia canaglia dei palloni gettati in tribuna, qualcun altro “distruzione dal basso”. Fatto sta che anche a Frosinone stanno nascendo interessanti dibattiti sul tema. Merito del calcio attuato dalla squadra di Eusebio Di Francesco: mai volto a speculare e sempre propositivo, col rischio calcolato di incappare in giocate mal riuscite nella risalita del campo palla al piede.  

IL PERCORSO – Il dopo gara contro il Milan docet. Lirola nel mirino delle critiche per un disimpegno sbagliato in occasione dell’azione del 2-3 rossonero, ad esempio. Avrebbe dovuto dirottarla lontano anziché tentare di giocarla. Ed è qui che l’approccio all’argomento non può non tenere conto di alcuni aspetti. In primis, quanto la cultura calcistica sia ancora condizionata nel gergo medio dalla ricerca del colpevole. E non tenga conto, al contrario, del profondo cambiamento avvenuto in ogni dimensione di questo gioco. Anche il linguaggio è mutato, nonostante sembri ancorato ai tempi che furono, e determinati errori nella costruzione da dietro che procurano gol agli avversari sono parte integrante del processo. Se il Frosinone non avesse intrapreso questo ambizioso percorso, grazie alle idee di un caparbio tecnico, molto probabilmente oggi sarebbe stato ultimo e non a +5 sulla zona retrocessione. E l’anno scorso, con Grosso in panchina, non avrebbe ammazzato il campionato cadetto a suon di record ribaltando ogni pronostico. 

CAMBIAMENTI – In realtà, anziché di errori bisognerebbe parlare di altezza del pressing con annessa efficacia. Se si è persa palla in costruzione da dietro, sicuramente dinanzi c’è stato un avversario che ha pressato in modo intelligente. È il caso del Milan con Lirola o di Bologna e altre squadre con Turati in alcune sfide precedenti. La stessa pressione che invece, in altre occasioni, è stata ben oltrepassata dal Leone con benefici addirittura in zona gol. Il calcio moderno è questo, bisognerebbe farsene una ragione. Si attacca e si difende in avanti senza paura. Negli anni ’80 Stanley Menzo, storico portiere dell’Ajax, diceva del rivoluzionario Cruijff: «Secondo lui riesci a contenere meglio gli avversari se non sei costretto a contenerli, si capisce che intendo? […] Il mantenimento degli avversari è fisica, una regola sullo spazio: chiudere angoli, uscire, intercettare il pallone». Chiudere angoli, uscire, intercettare il pallone. Logiche incredibilmente attuali, elaborate all’epoca da un geniale pensatore. Ed il presente comunica con apporto emblematico. La cosa bella è che nessuna formazione sfugge ad esse: dalle big alle piccole, tutte accomunate da un unico pensiero.

IL DIKTAT DI DIFRA – Ed è su tali binari che il Frosinone ha messo in seria difficoltà il Milan. Avventurarsi in differenze valoriali tra i due club sarebbe un esercizio superfluo, piuttosto viene automatico pensare cosa sarebbe accaduto se i ciociari si fossero consegnati al Diavolo giocando di rimessa. La risposta diventerebbe altrettanto scontata. Anzi, il paradosso è che i rossoneri abbiano preso il sopravvento proprio nel momento in cui a Mazzitelli e compagni è venuta meno l’energia di spingersi in avanti. «Per costruire, per creare ci mettiamo cuore, amore e idee e poi bisogna capire che è necessario sempre continuare a giocare. Appena buttiamo la palla rischiamo. Fino al 90’ questa squadra deve cercare il gioco, è nel suo dna e se si snatura possono accadere queste cose», ha detto lo stesso Di Francesco nella conferenza stampa post partita. Parole chiare che suonano un po’ come un avviso ai naviganti. Il Frosinone deve giocare a calcio e proporre, a costo di sbagliare. Non esistono altre vie, la strada per la salvezza passa da qui. 

Subscribe
Notificami
guest

4 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

I precedenti dei giallazzurri con la "Vecchia Signora": solo un pari conquistato in 8 match...
Sono 7 i precedenti con il fischietto romagnolo per i giallazzurri...
Il club bianconero annuncia il tutto esaurito per i tifosi di casa...

Dal Network

Il mondo del calcio si appresta a introdurre un cambiamento regolamentare di potenziale portata storica,...

Il Frosinone cade contro il Milan, decisivi i gol di Gabbia e Jovic. ...

E’ calato il sipario sulla sessione invernale di calciomercato. Dopo le 20:00 di ieri, 1...

Calcio Frosinone