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Osservando da DiFra, Kędziorek conquistato dal Frosinone: «Vi racconto il mio viaggio in Ciociaria»

La scorsa settimana l'allenatore polacco del Radomiak Radom ha raggiunto l'Italia per vedere da vicino alcune sedute di allenamento del Frosinone

Chiamatela DiFrancescoLand. Oppure scegliete qualsiasi altro appellativo per definire questo Frosinone. Un laboratorio di idee e talento, nel solco di un calcio profondamente moderno. Tanto da suscitare grande interesse anche al di là dei confini tricolori. Per conferme chiedere a Maciej Kędziorek, allenatore del Radomiak Radom e “spettatore” d’eccezione del club giallazzurro. La scorsa settimana il tecnico di Otwock ha raggiunto la Ciociaria per seguire di persona alcuni allenamenti del Leone, sfruttando il lungo periodo di pausa nella Ekstraklasa (la Serie A polacca). «Cercavoha raccontato in esclusiva a “Calcio Frosinoneuna realtà che potesse dimostrarmi il fatto che, attraverso il lavoro e l’organizzazione di gioco, sia possibile sopperire alla differenza di valori tecnici con squadre più blasonate e forti economicamente». In Polonia il campionato italiano è molto seguito e la formazione frusinate ha certamente destato stupore, affermandosi tra le sorprese più belle. «Per questo, mi sono sempre chiesto cosa ci fosse dietro. Quanta preparazione, quanto impegno quotidiano e quanta attitudine da parte di tutti nello sposare un determinato tipo di percorso. Venire in Italia ha aiutato a dare una risposta alle mie domande. Chiaramente, ringrazio il Frosinone per la possibilità concessami», ha sottolineato l’allenatore biancoverde.

SORPRESA – Kędziorek, tra l’altro, non è nuovo a vivere esperienze del genere. Qualche anno fa la curiosità lo spinse a volare nel West Yorkshire, in quel di Thorp Arch, per vedere da vicino le sedute di allenamento del Leeds guidato da “El Loco”, Marcelo Bielsa. Questa volta è toccato al Leone, scelto nella settimana delle sfide contro Napoli e Juventus: «È stato interessante – le parole – vedere la preparazione di queste due gare, specialmente perché in partita le situazioni provate in allenamento si sono verificate con costanza». In particolare, il mister del Radomiak è rimasto colpito da un aspetto specifico riguardante il reparto arretrato: «Mi ha sorpreso l’organizzazione della difesa in base al modo di giocare dell’avversario, a qualsiasi altezza. Nei movimenti, nella pressione e negli interpreti. L’idea dell’allenatore era visibile». Un lavoro proiettato più sui princìpi che sugli assetti. E finora rivelatosi a dir poco fruttuoso.

FATTORE DIFRA – Ogni sessione, naturalmente, è presieduta da Eusebio Di Francesco. Lui conduce e indirizza ogni singolo momento: «Ho apprezzato molto la sua attenzione alla cura dei dettagli. Cerca sempre di spiegare tutto con chiarezza. Io, ad esempio, comprendevo benissimo quello che diceva nonostante non parlassi l’italiano». È l’universalità del calcio. Diretta e priva di confini: «Noi allenatori siamo dei privilegiati perché svolgiamo un lavoro incredibile. Quando vediamo attuare dalla squadra quello che proviamo e studiamo, la soddisfazione prende il sopravvento. Ed in Di Francesco ho colto proprio questi elementi. Lui guida gran parte degli esercizi e, mentre lo fa, trasmette passione. Quando parla, quando fa valere il suo carisma sfruttando la sua coinvolgente dialettica. Si vede quanto ami stare sul campo a lavorare». Aspetti, questi ultimi, tutt’altro che banali e spesso sottovalutati nei comuni ragionamenti.

I GIOVANI – Perché la verità di fondo, poi, è questa. Il Frosinone e Di Francesco stanno rendendo al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Ad agosto, anche tra gli addetti ai lavori, erano in molti a prospettare una retrocessione quasi certa. Adesso, di fronte a risultati così inattesi, le iscrizioni al partito della facile permanenza in A sono aumentate a dismisura. Conseguenze inevitabili dell’operato svolto, apprezzato tantissimo pure all’estero. E tra le fila del Radomiak Radom ci sarebbe sicuramente posto per la maggior parte dei “ragazzi terribili” giallazzurri. «Premesso – ha evidenziato Maciej Kędziorekche dispongo di ottimi giocatori in rosa, devo dire che alcuni calciatori del Frosinone mi hanno stupito. Turati, Okoli, Soulé e Kaio Jorge sono impressionanti». Volti rappresentativi di un gruppo che si sta mettendo in mostra alla grande, raccogliendo ovunque elogi. E il racconto che ci arriva dalla Polonia, forse, ne è la fotografia più bella.  

 

Credits foto: Twitter RKS Radomiak Radom

 

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