Solito copione, medesimo finale. Il Frosinone propone calcio, a tratti domina e dispensa divertimento. Mette lāavversario alle corde senza eccessiva fatica, macchiandosi però di un peccato capitale: sprecare lāimpossibile sottoporta. Ed ecco che le rivali ringraziano, punendo alla prima occasione utile per poi mettere tutto in discesa. Anche grazie alla complicitĆ di errori individuali da matita rossa. Ć successo nuovamente domenica contro la Roma. 0-3 il finale al āBenito Stirpeā: un epilogo che parla in modo eloquente, testimoniando il momento no giallazzurro. E il cammino salvezza si fa sempre più complicato.Ā
Il problema principale per i ciociari ĆØ che adesso le altre squadre stanno iniziando a fare punti. Il distacco sulla terzultima posizione si ĆØ ridotto a +3 e questo basterebbe per descrivere la pericolositĆ della situazione. Influenzata da crolli inspiegabili e ricorrenti: si viaggia a giri alti, come accaduto nel primo tempo di due giorni fa. Poi arriva la brusca decelerazione che placa ogni forma di armonia, imprimendo la velocitĆ di una vettura che sembra troppo lenta rispetto alla potenza in essa insita. Simile ad una Ferrari, almeno nelle apparenze, grazie alla forza delle idee. Alla guida cāĆØ Di Francesco, probabilmente mai come ora in difficoltĆ nel dare continuitĆ di rendimento ai suoi ragazzi non soltanto in termini di risultati, ma anche nellāarco delle singole partite. Ć vero, se Kaio Jorge non segna a pochi metri dalla porta cāĆØ poco da inventarsi. Idem se Svilar fa i miracoli, a differenza di un non impeccabileĀ Turati. Qualcosa in più si potrebbe obiettare, però, sulla lettura della partita e sullāutilitĆ dei cambi effettuati sullā1-0. Sostituire Brescianini (tra i migliori ancora una volta, ndr) o rispolverare Caso dal nulla dopo le vicende di mercato in una partita cosƬ ardua e importante, forse, ĆØ il biglietto da visita di un comprensibile stato confusionale.Ā
Dal 2 dicembre in poi, il Frosinone ha incassato ben 9 sconfitte su un totale di 12 partite disputate. I 2 pari giunti con Torino e Verona, uniti alla vittoria col Cagliari, vanno ad arricchire un quadro colmo di note dolenti. Capeggiato dalla tenuta difensiva: con il tris giallorosso dell’ultimo turno, le marcature subite sono diventate 52 (31 giunte nella finestra temporale citata in precedenza, ndr). Un trend che definire negativo non basterebbe e che, a lungo termine, potrebbe seriamente compromettere qualsiasi tipo di chance per la permanenza in A. La navigazione difranceschiana ha illuso, innalzando le aspettative attorno ad un gruppo giovane e ricco di talento. I limiti strutturali (rimasti invariati nonostante il mercato di gennaio), però, stanno venendo tutti a galla con fare impietoso. Coltivare sogni di gloria facendo leva sul collettivo ĆØ unāidea nobile e giusta, ma nei momenti decisivi ogni squadra cerca di aggrapparsi ai suoi singoli. Ad un bomber, ad esempio. Al classico stoccatore, pronto a risolvere dinamiche complesse non solo in area ma anche garantendo presenza e protezione nellāuscita palla. Lo fanno persino le grandi, figuriamoci compagini meno blasonate. E tra le fila del Leone lāassenza di un finalizzatore sta pesando. Mazzitelli con 5 reti ha realizzato lo stesso numero di gol siglati da Kaio Jorge, Cheddira e Cuni messi insieme, tanto per dire. Problematiche concrete che viaggiano in parallelo alle gentili concessioni di una retroguardia priva di un vero leader e tormentata dagli infortuni. Se il buon Monterisi, al suo primo anno in A, si sta rivelando come uno dei più affidabili, qualcosa vorrĆ pur dire. E la fotografia del momentaccio ĆØ raccolta in questi spunti densi di interesse. Nel frattempo, domenica a Torino cāĆØ la Juventus. Ā



Tutto per non aver preso un VERO centravanti!
Le partite si vincono con la cattiveria non sono partite di calcetto tra amici
Non si può patire 40 metri e farlo tirare
Abbiamo paura di dare falli
Quando giocavo se mi saltavi quello dietro ti stendeva
Oggi invece vedo femminucce che giocano
Una volta uno mi disse
Quando gioco non conosco neanche mio padre voglio vincere punto
MI DISPIACE PER TURATI,NO RIESCE A ESSERE CONCENTRATO IN PORTA , OGNI TIRO E UN GOL…!!!
DEVE TORNARE COME UNA VOLTA,GARAZIA TRA I PALI ,E A FINE PARTITA A ESULTARE SOTTO LA CURVA NORD.!!!
ššā¤ļø
In difesa ci vuole più cattiveria agonistica
E chi dovrebbe intervenire non interviene .
Non capisco molti tifosi, danno la colpa al PRESIDENTE, lui non scende in campo, ci vuole concentrazione per 95 minuti,precisione sotto porta, e barricate difensive quando serve questo a Torino contro la JIUVE, se non vuole prendere 4 perette,DiFra deve inculcarlo ai ragazzi in campo