Il Frosinone supera 3-2 il Genoa e si laurea campione della Serie B 2022-2023. Uno dei protagonisti di questa fantastica stagione è senza dubbio Fabio Lucioni. Il capitano giallazzurro ha rilasciato delle dichiarazioni a fine partita. Ecco le sue parole riportate dal sito ufficiale del Frosinone.
“Il primo giorno qui a Frosinone, parlando con il direttore Angelozzi mi disse: io voglio fare le cose fatte bene. Gli risposi: Io vengo se vinciamo, te lo dico subito. E lui: e vabbè, vediamo dai… Poi col passare del tempo, quando sei in ritiro hai delle percezioni. Siamo stati a Fiuggi un mese tutti insieme e in quel contesto uno si rende conto dei valori che ognuno mette in campo e soprattutto all’interno dello spogliatoio.
Io credo che questo sia stato un gruppo che sin dall’inizio abbia sposato la causa della dedizione al lavoro. Non si è tirato mai indietro di fronte alle fatiche quotidiane ma anche e soprattutto al divertirsi in campo. Abbiamo iniziato il campionato con non molti tifosi, i dati li avete voi.
A questi ragazzi dissi: non vi preoccupate perché li riporteremo allo stadio. E questo di oggi credo sia stato il coronamento di un’annata anche speciale. Perché partire dietro squadre dal blasone come il Genoa, il Cagliari e il Parma ma ci metto anche il Benevento anche se poi per loro è andata come è andata, credo che sia stato anche uno stimolo. Queste realtà hanno avuto la possibilità di spendere tanto. Oggi per fare un esempio dall’altra parte c’erano giocatori che fino a pochi mesi fa erano in serie A. Quindi vuol dire che è stato fatto un lavoro straordinario da tutte le componenti.
A partire dalla Società che ha creduto in questo gruppo, a partire da un allenatore al quale è stata data la forza giusta dopo che lo scorso anno non erano stati raggiunti i playoff e sembrava fosse un fallimento. Ripartire con quella convinzione di poter dire la nostra è stato importante. E poi questo gruppo di lavoro che non è mai limitato.
Un grande ringraziamento lo faccio alla squadra, in alcuni momenti della stagione sono stato anche pesante perché ti senti qualche responsabilità e da veterano avevo obbligo e facoltà di stimolarli. A 36 anni mi fanno sentire un ragazzino, debbo dire grazie perché quando tiravo loro le orecchie hanno capito il motivo ma soprattutto li ringrazio per essersi messi a disposizione anche nei giorni di riposo. Per una squadra, una maglia e una città intera”.



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