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Frosinone, Di Francesco: “Juve, non saremo la vittima sacrificale”

Le parole dell'allenatore giallazzurro all'antivigilia del match contro la Juventus

Eusebio Di Francesco, all’antivigilia del match tra Frosinone e Juventus, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la partita.

Al Frosinone potrebbe bastare la prestazione fornita con la Roma per portare un risultato positivo?

“Posso dirle che nel primo tempo abbiamo fatto una grande prestazione. Quello che voglio sottolineare invece per l’ennesima volta è questo: mi sento sempre dire ‘però il secondo tempo…’ o ‘però il primo tempo’. Ma quando si giocano contro le grandi squadre ma anche con quelle medie non si può pensare di dominare. Il gioco del calcio è fatto da 22 giocatori che vanno in campo, 11 da una parte e 11 dall’altra e non possiamo pensare che una partita la puoi avere in pugno per tutta la durata. Capita anche alle grandi di non poterlo fare. La differenza allora dove sta? Semplice: quando fai bene, devi concretizzare la mole di gioco e le occasioni che crei. Pensate che la Roma ha avuto poche opportunità e le ha concretizzate tutte. Ci è capitato spesso ultimamente di creare e non realizzare. Noi dobbiamo cambiare il trend, imparare anche a difendere sempre meglio. Se analizziamo la gara con la Roma nel primo tempo abbiamo dato poche possibilità, solo un tiro. Per il resto del tempo abbiamo dato poche possibilità agli avversari. La nostra prestazione è stata ottima. Può bastare o meno contro la Juve? Credo che debba girare anche dalla parte giusta e serve anche essere maggiormente cinici”.

Lei sta lavorando sull’aspetto psicologico o ritiene che ci siano anche delle lacune tecniche da colmare in zona gol?

“Noi i gol rispetto alle squadre che stanno in lotta per la salvezza ne abbiamo fatti abbastanza, anche se ultimamente ci siamo un po’ fermati nelle ultime due giornate nonostante abbiamo creato tanto. Come grandi occasioni invece abbiamo una ottima media negli indicatori specifici per essere una squadra di bassa classifica. Adesso però credo che prevalga anche l’aspetto psicologico più che quello tecnico. Ma dobbiamo partire dal concetto di fare una grande fase difensiva che ci dà la possibilità di fare un’ottima fase di realizzazione”.

Contro la Roma dopo il loro gol è apparso un po’ di scoramento. Come pensa di lavorare su questo aspetto?

“Se abbiamo fatto un primo tempo come è stato descritto credo che ci siano state determinazione, grinta e cattiveria. Che per giocare a questi livelli, tantopiù nel Frosinone, debbono essere caratteristiche costanti nel tempo. Cose che avevo sottolineato già dopo la gara con la Fiorentina dopo eravamo stati belli e corti ma meno aggressivi e capaci di togliere spazio e tempo ai viola. Ci sta che poi siamo calati: fai un ottimo primo tempo, crei e ti trovi sotto di un gol. E poi ha cambiato atteggiamento tattico la Roma, noi abbiamo perso quella fiducia. Ma il calcio non ti dà il tempo di preparare la partita tra il primo e il secondo tempo che si gioca dopo 15’, non hai tutta la giornata per parlarne per poi giocare gli altri 45’. Alla prima opportunità poi hanno fatto il 2-0 dopo che avevo fatto dei cambi e là la partita è un po’ finita. Credo che l’aspetto psicologico abbia avuto il suo peso ma poi quando non concretizzi lo è ancora di più. La rabbia non è solo dei giocatori ma anche la mia. Mettetevi nei panni anche voi. In prospettiva futura bisogna ripulirsi e scendere in campo. Poi ti trovi davanti anche gli avversari e la qualità degli stessi. Col Milan eravamo sotto di un gol e l’abbiamo ripresa ad esempio. Ma adesso l’aspetto mentale deve essere positivo attorno alla squadra. E’ normale che tutti speravamo di salvarci a marzo, a cominciare dal sottoscritto. Io vorrei vedere chi ad inizio stagione non avesse firmato per trovarci a questa situazione. Noi abbiamo meritato i punti che abbiamo, probabilmente abbiamo dimostrato anche qualcosa in più. E quei punti dobbiamo andare e riprenderceli. A partire dalla prossima e non essere una vittima sacrificale di una squadra come la Juventus perché andiamo a giocare da loro. Sapere che prima o poi qualcosa deve tornarci”.

Cosa le cambia se la difesa della Juve si schiera a tre o a quattro?

“Cambia tanto. Ma io un giorno leggo 4-3-3 e un giorno 3-5-2. E’ pretattica, che farei anche io. Hanno la possibilità di poter scegliere. Ma h preparato la gara lavorando in tutte le direzioni. E magari si comincia e si presentano con il 4-3-1-2… Noi più che cambiare il sistema di gioco, cambiano le caratteristiche dei giocatori che andranno in campo. E’ differente dal sistema di gioco inteso in maniera statica”.

Turati come sta?

“Io ho creato una sorta di competitività tra tutti i giocatori ed anche tra i portieri. Stefano è un po’ l’emblema di questa squadra, le valutazioni andranno fatte in base a quanto vedo durante la settimana insieme al mio staff”.

Quanto è fattibile vedere un Frosinone con maggiore densità in campo come abbiamo visto ad esempio con l’Atalanta all’andata?

“Contro l’Atalanta abbiamo giocato con Marchizza che veniva dentro il campo, Baez che faceva tutta la fascia, Gelli da una parte e Oyono dall’altra. Ma non c’erano tre difensori centrali, uno dei tre era Marchizza. Era la disposizione ad essere stata differente. E l’abbiamo fatta anche in altre occasioni. Il concetto di densità? Noi avevamo densità anche quando abbiamo preso il primo gol contro la Roma, abbiamo sbagliato magari qualche scalata. La differenza la fanno come accorci sull’uomo, come contasti, magari fare qualche fallo in più, essere più aggressivi. Noi abbiamo preso un gol su calcio d’angolo per noi, respinta, Reinier che aveva i crampi e stava rientrando. Tutte cose che non c’entrano con la densità.  Che c’è. Ma dipende da come si fa”.

Rispetto alla gara di andata e di Coppa che Juve si aspetta? E cosa ci può dire di mister Calzona, è felice di ritrovarlo in serie A?

“Adesso tra ex calciatori, ex collaboratori iniziano ad essere in tanti. Detto questo, Calzona è un ottimo professionista e mi fanno piacere le parole che ha detto nei miei confronti, sono cose che ci siamo sempre detti e lui le ha confermate pubblicamente. E’ un ottimo professionista, ha competenze. Ha fatto benissimo con la nazionale Slovacca da primo, per lui quella di Napoli è un’ottima opportunità per un ambiente che conosce molto bene. E sicuramente è stato perché apprezzato dal suo presidente De Laurentiis. Per quanto riguarda le difficoltà le ha la Juve ma anche noi, credo che stiano meglio loro anche perché sono vicini all’obiettivo che era la qualificazione Champions. Hanno fatto ultimamente dei risultati inaspettati, mi auguro che proseguano almeno per un’altra giornata”.

Come sta Zortea? E come procede l’ambientamento di Valeri?

“Valeri sta crescendo tanto, veniva da sette mesi da poca abitudine e fare la partite vere. Deve migliorare ad essere maggiormente attento nella fase difensiva perché è un giocatore predisposto ad attaccare. Zortea può essere anche lui uno di quelli utilizzabili dal 1’. Credo che sia pronto a giocare, in in valutazione anche lui”.

La squadra sente la vicinanza del pubblico? Psicologicamente come stanno i ragazzi? Avete cercato di capire dove si può migliorare?

“Il concetto di migliorarci lo facciamo sempre. Li ho visti allenarsi in maniera spettacolare, poi è chiaro che ci sono le partite nelle quali bisogna restare dentro per 95’. Siamo arrivati un po’ mogi compreso il sottoscritto alla ripartenza e poi ci siamo ricaricati a palla dopo il primo allenamento. Poi dobbiamo riportare questa forza in partita. E sapete una cosa? Mi sono anche stufato dei complimenti, qualche volta mi piacerebbe giocare male e vincere la classica partita sporca. I tifosi? Splendidi. Anche loro vedono la grande voglia di portarci dalla parte nostra il risultato. I tifosi nostri sono eccellenti, anzi di più. Siamo orgogliosi di avere questa tifoseria”.

Fonte: Frosinone Calcio

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