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Il gesto di Huijsen che ha fatto infuriare DiFra e il Frosinone

Il difensore si è portato il dito davanti la bozza per zittire i tifosi giallazzurri. Di Francesco: "Non si deve permettere"

Dean Huijsen, difensore della Roma, nel corso del match contro il Frosinone si è reso protagonista di un gesto spiacevole. Il calciatore olandese a gennaio era stato a un passo dal vestire la maglia giallazzurra in prestito dalla Juventus, salvo poi scegliere di trasferirsi nella Capitale per avere la possibilità di essere allenato da José Mourinho.

Il popolo giallazzurro non gli ha perdonato questa scelta e lo ha fischiato ogni qualvolta era in possesso palla. Huijsen nel corso del primo tempo si è reso protagonista di un gran gol, partendo dalla sua linea difensiva palla al piede e battendo Turati con un tiro a giro sul secondo palo. Il numero 3 della Roma, al termine dell’esultanza, si è portato il dito davanti la bocca per zittire i tifosi presenti allo “Stirpe”: gesto che ovviamente non è andato giù ai supporters di casa e che gli è costato un’ammonizione.

Il gesto di Huijsen con il dito davanti la bozza per zittire i tifosi giallazzurri che lo stavano fischiando

Il gesto di Huijsen commentato da DiFra e De Rossi

Il gesto dell’olandese classe 2005 non è andato giù neanche a Eusebio Di Francesco, che lo ha commentato in conferenza stampa: “Lo scapaccione lo volevo dare a Huijsen: è un ragazzo giovane e può sbagliare, ma deve imparare da queste esperienze e non si deve permettere di fare quello che ha fatto. Lui è un giocatore che mi ha chiamato per venire qui. Ci siamo sentiti, ci siamo scambiati dei messaggi. Poi si è trovato dall’altra parte. E la sua stasera è stata mancanza di rispetto, ma poi finisce là. Deve imparare a comportarsi da ometto, come li trattiamo noi allenatori. I ragazzi possono sbagliare, lui ha mancato di rispetto alla mia squadra e al pubblico“.

Il mischione che si è acceso dopo l’esultanza provocatoria di Huijsen

Anche De Rossi ha parlato del gesto del suo calciatore: “Non è niente di grave secondo me, ma è proprio una scemenza. E’ un ragazzo giovane, imparerà. Ha l’età di mia figlia, è un 2005, e io in campo di cavolate ne ho fatte quindi non posso fare troppo la morale. Quello che posso dirgli è che gli è costato 45 minuti in Serie A e a noi un cambio. Ma è anche attraverso queste cose che si va avanti e si cresce, la prossima volta non lo farà più”.

 

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