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Frosinone, Angelozzi alla Lega: “Gelli la scoperta che mi inorgoglisce di più”

Le parole del direttore giallazzurro ai microfoni della Lega di Serie A

Guido Angelozzi, direttore dell’Area Tecnica del Frosinone, è stato intervistato dalla Lega Serie A e ha parlato del momento che sta passando con il suo club.

Sull’inizio: “Se all’inizio dell’anno qualcuno mi avesse detto che ci saremmo trovati in questa posizione non ci avrei creduto. Siamo partiti senza giocatori, il mister ha fatto la prima parte del ritiro senza calciatori e con tantissimi ragazzi della Primavera aggregati. Oggi sinceramente è un sogno dove ci troviamo per come siamo partiti. E’ stato bravo DiFra a ricompattare il gruppo, a crederci sempre dall’inizio alla fine, e con il lavoro siamo arrivati dove stiamo adesso”. 

Sui giovani: “Frosinone ha 40mila abitanti, in Serie A non è una realtà che i giocatori accettano volentieri. Allora ho detto: ‘Cerchiamo i migliori giovani, gli prospettiamo che li mettiamo in vetrina e così tutti parleranno di noi’… ed è stato così”. 

Su Soulé: “Sta facendo cose meravigliose, così come Barrenechea. Anche Kaio Jorge, che veniva da 2 anni di inattività per un infortunio. Per noi sono stati la luce, perché nessuno si aspettava che potessero rendere così tanto”. 

Sulle scoperte Monterisi, Oyono e Gelli: “Ho visto delle potenzialità prima di tutto umane, perché a me piace parlare con i calciatori prima di comprarli, e poi la voglia di arrivare. Riguardo questi calciatori, quello che mi ha dato più soddisfazione è Gelli. L’anno scorso lui era fuori rosa con l’Albinoleffe e gli ho detto: ‘Se ti porto in Serie B te la senti di starci? Hai coraggio?’. E lui mi ha risposto: ‘Lei ha il coraggio di prendermi? Io ce l’ho il coraggio, mi prenda e le faccio vedere’. All’inizio tutti dissero che questo ragazzo non giocava neanche in Serie C, io rispondevo sempre che non aveva importanza. Ora sta facendo cose straordinarie”. 

Sull’aiuto della moglie: “Avevo adocchiato 2 ragazzi del Bayern Monaco, Cuni e Ibrahimovic. Io non parlo le lingue, mia moglie ne parla 5. La prima volta che parlai con Cuni e la famiglia non li avevo convinti a venire qui. Poi ci ha parlato mia moglie in tedesco, sia con il padre che con il ragazzo, e dopo un po’ hanno accettato Frosinone. Si è ripetuta la stessa cosa con Ibrahimovic, è stata brava mia moglie”. 

 

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