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Frosinone, quattro schiaffi per svegliarsi e tornare sulla terra

Una sconfitta che ci stava per la netta differenza tra le due squadre. Ma l'atteggiamento remissivo non è piaciuto

Quattro schiaffi per svegliarsi e tornare sulla terra. Il Frosinone è uscito dalla Coppa Italia perdendo per 4-0 sul campo della Juventus. Una gara senza storia, dove i giallazzurri hanno impensierito poche volte Perin e sono sembrati troppo fragili dietro. I ciociari giocavano contro una big del nostro calcio, che probabilmente lotterà fino alla fine con l’Inter per vincere lo scudetto, e sono arrivati ai quarti battendo compagini come Torino e Napoli in trasferta, questo ovviamente non va dimenticato e va comunque sottolineato per una neopromossa che mai si era spinta così in là nella Coppa Nazionale.

Però l’atteggiamento in campo remissivo, specie dopo aver subito il 2-0, non è piaciuto ai tifosi. Il tutto accompagnato da un periodo nerissimo fatto di un punto in sei partite. Un trend negativo che sta durando da inizio dicembre a questa parte, con ben 17 gol subiti in 8 partite, con la media di più di 2 a match. Se consideriamo solo il campionato poi, il Frosinone ha fatto un solo punto in sei partite, con l’ultima vittoria che risale al 26 novembre contro il Genoa. Match in cui si è fatto male Marchizza.

Un infortunio che di fatto ha condizionato le partite a seguire, con il passaggio obbligato alla difesa a tre. Questo perché nel frattempo, sfortuna vuole, anche Oyono si è fatto male durante lo scontro diretto con il Lecce. Infortunio del gabonese che, tra l’altro, risale al 16 dicembre e, quando siamo al 12 gennaio, ancora non si sanno le sue reali condizioni né tantomeno quando tornerà a disposizione.

La squadra con il passaggio a tre ha perso le sue certezze, con calciatori adattati sulle corsie laterali come Garritano che non possono fare tutta la fascia avanti e indietro a questi livelli. Garritano è un esterno offensivo/trequartista, non un quinto di centrocampo. È inevitabile che ci siano difficoltà. Il mister deve fare di necessità-virtù, mettendo in campo quel che ha adesso a disposizione, snaturandosi e snaturando la sua creatura che tanto bene aveva fatto fino a fine novembre. L’unico terzino di ruolo a disposizione è Lirola ma non sembra in condizione di poter macinare km sulla corsia di destra e quindi la manovra ne risente. C’è un difensore in più in campo rispetto al primo Frosinone, con la squadra che tende di più ad abbassarsi e che ha meno qualità in mezzo al campo. Il mercato in questo senso può e deve dare una mano a Di Francesco.

Il Frosinone, inoltre, sembra aver perso la ‘fame’ di inizio campionato con alcuni interpreti fondamentali che sembrano più ‘molli’. Bisogna tornare alla svelta con i piedi per terra, umili e famelici come inizio campionato. Con quella qualità necessaria per vincere le partite e rialzarsi anche dopo aver subito uno schiaffone. Il vero Frosinone di Di Francesco lo può fare, questo no.

 

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