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Lusuardi, dal debutto da urlo ai complimenti di Osimhen. Bagnoli: «Un’emozione unica»

L'agente del difensore brasiliano racconta le emozioni vissute nella magica serata di Coppa Italia contro il Napoli

Una storia nelle storie. Perché la prima volta non si scorda mai, soprattutto quando poi assume dei tratti distintivi dominati dall’unicità. Mateus Lusuardi ieri al “Maradona”, nella serata del clamoroso poker rifilato al Napoli, ha esordito con la maglia del Frosinone. Lo ha fatto seminando impressioni positive, svestendo di botto i panni dell’oggetto misterioso per indossare lo smoking del protagonista. «È stata un’emozione unica, più per noi osservatori “esterni” che per lui», ha raccontato a Calcio Frosinone l’agente del difensore brasiliano, Andrea Bagnoli. Ed è effettivamente così, perché l’ex Criciuma anche dopo un triplice fischio di portata storica, non si è lasciato invadere da punte di estrema gioia: «L’ho sentito sia ieri sera che pochi minuti fa e posso dirvi che non era emozionato. Anzi, gliel’ho chiesto e mi ha esternato soltanto serenità. Sa di aver fatto il suo nell’ambito di un percorso di crescita che, lo speriamo, possa regalargli grandi soddisfazioni». Aspetti tutt’altro che banali, emblematici di un carattere forte e guidato da un profondo spirito di sacrificio.

L’IMPORTANZA DI DI FRANCESCO – A soli 19 anni, il centrale verdeoro sin dal proprio arrivo si è messo con applicazione e sacrificio agli ordini di Eusebio Di Francesco, bravo a coltivarne il talento intravisto. «Il mister – le parole di Bagnoli – si è ritagliato un ruolo fortemente incisivo nel cammino intrapreso da Mateus. È un insegnante di calcio, abile sotto ogni punto di vista. Incluso l’ambito comunicativo. E noi ne sappiamo qualcosa». Le allusioni conducono all’elogio fatto pubblicamente a Lusuardi nella conferenza stampa pre-Lecce. Dichiarazioni in apparenza dissonanti rispetto alla realtà, visto che non era mai sceso in campo (se non con la Primavera, ndr): «Non è da tutti rilasciare determinate considerazioni. Evidentemente, il modo di allenarsi del ragazzo aveva fatto breccia in lui e nello staff tecnico. Mateus me lo ha sottolineato anche dopo il match col Napoli, rimarcando l’importanza di quell’uscita di DiFra. Gli è servita per confermare la bontà dell’atteggiamento assunto».

I COMPLIMENTI DI OSIMHEN – La risposta, alla prima chiamata a distanza di cinque mesi dall’approdo in Ciociaria, è stata brillante per il modo in cui ha esibito sicurezza e padronanza del ruolo. Il recupero in allungo su Osimhen nella ripresa ha entusiasmato tutti, idem – più in generale – le letture difensive da braccetto sinistro e la capacità di impostare il gioco col piede mancino venendo dentro il campo. E proprio con l’attaccante nigeriano si è concretizzato un curioso ma indicativo siparietto al termine della partita: «Osimhen è andato da lui a fargli i complimenti per la prova disputata, facendogli l’in bocca al lupo per il futuro». Lo scenario dei sogni, divenuto attuale con merito. E tali doti, ovviamente, dovranno essere alimentate nel solco di un percorso ben tracciato: «Da quando è arrivato al Frosinone – ha proseguito l’agente, Andrea Bagnoli – si allena con un solo obiettivo in testa. Tra l’altro, me lo ripete spesso. Mi dice: “Devo diventare un marcatore italiano”. Per stile e modo di difendere, chiaramente». La strada è quella giusta, come ribadito dall’esordio da urlo al cospetto dei campioni d’Italia in carica. 

FATTORE ANGELOZZI – Di sicuro, il talento originario di São José do Rio Preto ha immediatamente unito i pensieri globali. Lui, ennesimo giocatore manifesto dell’illuminante progetto costruito dal duo Stirpe-Angelozzi. Giovane, scovato a suon di scouting e dalle prospettive assicurate. «Guido Angelozzi – l’elogio di Bagnoli – è un architetto di sogni, non c’è dubbio. Quello che sta creando a Frosinone, col sostegno del presidente Maurizio Stirpe, ha dell’incredibile. Ha un’eccellente area osservatori. Lusuardi, ad esempio, lo hanno visionato e nel giro di una settimana hanno deciso di prenderlo. Sanno riconoscere le potenzialità insite nei giovani giocatori, caratteristica non da tutti. E poi, allargando le considerazioni, non dimentichiamoci che Di Francesco lo ha scelto lui». Un plauso ampiamente meritato, arduo da contestare. Nel frattempo, la testa del prospetto sbocciato nell’accademia del Grêmio è già proiettata verso altro. Sullo sfondo, il desiderio di guadagnarsi sempre più gradi nelle gerarchie del Leone: «Ha fame e voglia di lavorare sodo. Idem fuori dal rettangolo verde, visto che studia ogni giorno l’italiano e l’inglese per migliorare la comunicazione. Con umiltà e dedizione, i risultati prima o poi arrivano». Una storia nelle storie. È quella di Mateus Lusuardi. 

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