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Çuni e Ibrahimović, talenti giallazzurri in rampa di lancio: «Frosinone, è solo l’inizio»

Di Francesco sta valorizzando tanti talenti giallazzurri, i due scuola Bayern gli ultimi della lista. Il loro ex allenatore Scwharz: «L'impatto avuto in Italia non mi sorprende»

È un Frosinone stile saranno famosi quello che è stato costruito e che si sta sviluppando in questa prima parte di stagione. Gli ultimi due gioielli giallazzurri in rampa di lancio si chiamano Marvin Çuni e Arijon Ibrahimović, decisivi nel 2-1 rifilato lunedì scorso all’Empoli. Talenti puri, entrambi scuola Bayern Monaco (il primo ingaggiato a titolo definitivo, il secondo in prestito con diritto di riscatto e contro-riscatto, ndr), valorizzati da Di Francesco e subito dispensatori di risposte sorprendenti. Tutto nel solco della qualità, parola chiave che impera nel brillante firmamento ciociaro. Ed anche in Germania le loro gesta non stanno passando inosservate. Danny Schwarz, ex allenatore di entrambi nelle giovanili monacensi, si iscrive con felicità alla lista: «Vederli all’opera – le parole rilasciate a “CalcioFrosinonee affermarsi mi riempie di gioia. Sono contento che stiano crescendo in un campionato difficile come la Serie A, mettendo in mostra tutte le loro potenzialità».

NESSUNA SORPRESA – Classe 2001 il centravanti nativo di Frisinga, addirittura 2005 l’ala originaria di Norimberga. Nemmeno 18 anni compiuti, eppure gioca con la personalità di un veterano. Sfrontati e impattanti come solo i predestinati sono in grado di fare. E nello Schwarz pensiero non c’è spazio per eccessivo stupore: «Conoscendo le doti tecniche dei due ragazzi – ha affermato – dichiararmi sorpreso non sarebbe veritiero. Sia Marvin che Arijon hanno sempre avuto grandi capacità, necessitavano soltanto di tempo e fiducia per metterle in mostra in modo continuo». All’ombra del Campanile ci stanno riuscendo a suon di impegno e magie. Colpi di tacco, chirurgiche conclusioni, corsa e umiltà. Un biglietto da visita niente male, fierezza pura per il direttore dell’area tecnica, Guido Angelozzi, e l’area scouting del club frusinate. Perché loro li hanno scovati e loro ci hanno creduto, introducendoli nel microcosmo ciociaro dove “gli eroi son tutti giovani e belli”. In termini di campo, in particolare, secondo il loro passato mister le punte di ottimismo erano già numerose in Baviera: «Çuni ha costantemente fatto – i ricordi dell’attuale guida del Kickers Würzburg – della velocità uno dei suoi principali punti di forza. Attacca la profondità e segna, aspetto non di poco conto. Quando parlo di Arijon, invece, mi vengono in mente due peculiarità ben specifiche: tecnica e creatività».

 FUTURO – Al “Benito Stirpe” sono giunte le prime conferme, tappe integranti di un percorso di crescita che li aveva visti impegnati nelle uscite precedenti. Ridurre ogni discorso ai gol sarebbe riduttivo, perché dentro c’è di più. C’è il desiderio di continuare ad affermarsi, c’è la voglia di trascinare il Frosinone verso il conseguimento di altri grandi risultati. Facendo leva su una radicata cultura del lavoro, il reale segreto per andare lontani e vincere: «Chi li conosce bene – la conferma di Scwharz non può che evidenziare queste caratteristiche interiori. Ibrahimović ha 17 anni ma ragiona e pensa come un adulto. Lo fa al di fuori e dentro il rettangolo di gioco, elaborando calcio sfruttando i propri punti di forza. Il dribbling è l’arma migliore, sia nello stretto che in campo aperto. Çuni, al contempo, è sempre stato un ragazzo un po’ introverso. Ma ha doti realizzative importanti, vede e sente la porta da attaccante vero». Probabilmente quest’ultimo necessitava soltanto di sbloccarsi, visto che le prestazioni sciorinate prima dell’Empoli avevano comunque palesato una crescita graduale. Ed il messaggio a loro indirizzato si orienta sui binari della fiducia per un futuro denso di soddisfazioni: «Non accontentatevi mai e date il massimo in ogni allenamento. Continuate così». Piedi per terra e testa proiettata al domani con un Frosinone in stile saranno famosi: il laboratorio giallazzurro fa sognare ad occhi aperti. 

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