Il portiere giallazzurro si è raccontato sulle pagine di gianlucadimarzio.com
Stefano Turati, portiere del Frosinone Calcio, è stato intervistato da gianlucadimarzio.com e ha parlato della stagione che sta vivendo e del suo futuro. Queste le sue parole.
Sul gruppo: “Sto davvero bene, ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo incredibile. Non mi era capitato spesso di arrivare all’allenamento tre ore prima pur non dovendo fare nulla di particolare e andare via 2 ore e mezzo più tardi per trascorrere più tempo con i miei compagni. Passo da momenti di super positività ad altri più malinconici, perché è come se stesse finendo qualcosa di unico, irripetibile. Già in ritiro si era creato un clima diverso, non so neanche spiegarti perché. Hai presente quando conosci la tua ragazza e provi sensazioni diverse rispetto alle altre? Anche se magari sono più belle, però con lei provi delle emozioni incredibili. Mi sentivo così”.
Sulla difesa di ferro: “Ricordo una serie di partite che è stata devastante, perché per due o tre giornate non ho dovuto fare niente visto che non mi è arrivato un tiro. Per un portiere è molto più difficile giocare match così rispetto a quelli in cui sei sempre impegnato, ma è anche questo mi è stato di aiuto: ora so cosa provano i portieri delle big di Serie A che toccano 3 palloni a partita, so come vanno vissute gare del genere”.
Su Grosso: “Il mister è fantastico, con lui mi trovo benissimo, mi sta aiutando tanto nella gestione della partita e a livello mentale. Però mi fa rosicare tantissimo quando facciamo la sfida ai rigori: a volte parto prima per provare ad anticiparlo e lui mi fa il cucchiaio”.
Sul futuro e sull’Under 21: “Al momento non ci penso, vorrei vincere questo campionato e poi con il mio procuratore decideremo il da farsi. Il gruppo dell’Under 21 è incredibile, secondo me ce la possiamo giocare alla grande. Spero in una convocazione di Nicolato”.
Sul megafono a fine partita: “Questa è una cosa nata per caso: stavamo cantando sotto la curva dopo una vittoria e il capo ultras ha passato il megafono a Lucioni. Il capitano me lo ha subito consegnato perché sa che sono in fissa con il mondo delle curve. Da lì in poi è stato quasi un rituale, mi diverte tantissimo”.



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