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Frosinone, Turati: “Sfido sempre Grosso ai rigori. Se sono calciatore è grazie a mia mamma”

Le parole del portiere giallazzurro a Cronache di Spogliatoio

Stefano Turati, portiere del Frosinone Calcio, venerdì scorso è intervenuto in una diretta su Twitch sul canale di Cronache di Spogliatoio. Queste le parole del portiere giallazzurro.

Su Grosso: “Le prime volte fa strano, perché lo guardi e pensi che ci ha fatto vincere un Mondiale. Poi con il tempo ti abitui. A fine allenamento lo sfido spesso nei rigori: a inizio anno andavo male, ultimamente sto migliorando e gliene ho parati due di fila (ride, ndr).

Sull’esordio in Serie A con il Sassuolo: “La sera prima della partita contro la Juve mi ha chiamato De Zerbi nella hall dell’hotel e mi ha detto che avrei giocato io. Ho dormito 3/4 ore, fortunatamente abbiamo giocato alle 12:30 perché se avessimo giocato la sera probabilmente non sarei arrivato vivo per l’ansia (ride, ndr)”.

Sulla sua carriera: “Sono andato via dall’Inter a 14. Io non avevo questa fame nel diventare calciatore, preferivo stare al parchetto con gli amici. Se sono arrivato fin qui è grazie a mia mamma, perché mi diceva sempre che se decidevo di fare una cosa dovevo mantenere l’impegno fino alla fine“.

Sul Frosinone: “Ogni giorno che passa la squadra mi stupisce sempre di più, siamo sempre più quadrati. Siamo davvero un gruppo unito, io arrivo al campo e non ho mai voglia di andare a casa. Sembriamo una squadra da film“.

Sugli aneddoti nello spogliatoio giallazzurro: “Ogni giorno succede qualcosa di nuovo e di divertente. L’altro giorno mi hanno messo una sagoma delle punizioni dentro la macchina. Devi avere mille occhi perché non sai mai cosa possono combinarti i tuoi compagni di squadra. Quando finiamo l’allenamento andiamo a mangiare tutti insieme, ma non perché è una cosa obbligatoria della società ma perché stiamo bene insieme“.

Sul sogno: “Diventare capitano dell’Inter, se ho deciso di fare il portiere è perché ero innamorato prima di Julio Cesar e poi di Handanovic“.

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