Il Benito Stirpe in questa stagione si è trasformato nel Bar Dante della canzone di successo “Gli anni” degli 883. Il Frosinone ancora una volta perde una partita giocata bene dal centrocampo in su, con tante occasioni create al cospetto di una squadra che è stata appena eliminata dalla Champions League come la Lazio.
Un loop temporale come quello tanto caro agli amanti della serie Netflix “Dark”. I limiti di questa squadra sono evidenti, inutile girarci intorno, siamo qui a ripeterci e a scrivere sempre le stesse cose. Può capitare una partita persa in questo modo, due, forse tre, ma non tutte. La gara di ieri sera è stato il copia-incolla di quello visto con Milan, Juventus e Roma, senza dimenticare i due punti persi per strada con il Lecce, solo per citare le più recenti.
Il Frosinone ha dei limiti mentali e tecnici evidenti. Ieri si giocava contro una squadra senza allenatore, che si era allenata si e no due volte con una buona intensità durante la settimana, con calciatori impauriti che nei primi 30 minuti si stavano praticamente cercando di far gol da soli. Il Leone però non ne ha approfittato per inesperienza, voglia eccessiva di segnare e portare a casa una partita.
Ancora una volta i giallazzurri pagano il non saper leggere i momenti chiave di una partita, la poca malizia e una tenuta difensiva a dir poco imbarazzante. Mancano 9 sfide al termine del campionato, ancora ci sono 27 punti in palio. Le altre dirette concorrenti sono ancora lì perchè se Atene piange Sparta non ride. Bisogna però alla svelta cambiare storia e posto. Il bar proprio non ce la sentiamo di volerlo cambiare, resterà sempre quello, in ogni caso.



siamo dei polli
Il presidente Stirpe non dice niente cosa accade?
Il campionato è finito, prendetevi una bella vacanza in anticipo che e meglio per tutti
La Prossima canzone che metteranno prima dell Inno 👌👌👌 perfetta