Il numero 11 giallazzurro parla delle convocazioni con Romania e Italia: “Mi sento italiano. Se Mancini mi richiama io ci sono”
Il centrocampista del Frosinone, Daniel Boloca ĆØ stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, questo un estratto delle sue parole:
Sulla sua famiglia e i sacrificiĀ
“La mia famiglia ĆØ rumena. Mio padre lavorava in fabbrica,Ā alle 6 andava a lavoro, poi ne faceva altri, e mi portava anche agli allenamenti.Ā Vedevo i suoi sacrifici e capivo che dovevo farli anche io.Ā Mia madre invece lavorava comeĀ badante.Ā Sono entrambi molto religiosi, sono evangelici. Io non ancora, leggo la Bibbia e cerco di seguire le loro orme”.
I passi della sua carriera
“Da piccolo ho giocato sia nella giovanili della Juventus, sia in quelle delĀ Torino. La mia prima squadra ĆØ stata il Leo Chieri, a 9 anni ho fatto tre gol nel derby contro il Chieri e sono andato al Toro. MioĀ fratello lāanno dopo ĆØ andato allaĀ JuveĀ e nostro padre propose anche me, cosƬ mi hanno preso. Sono rimasto sei anni, fino gli Allievi nazionali: giocavo conĀ Kean. Nella mia carriera sono andato ancheĀ Presov, in Slovacchia, volevo mettermi in gioco. Lo rifarei, lƬ ho imparato tantissimo, vivevo da solo e sono diventato grande in fretta”.
Il salto allo Spezia e poi al FrosinoneĀ
“Lo Spezia mi scoprƬ a FossanoĀ e ho firmato un pre-contratto, sono rimasto lāestate del 2020 ad allenarmi con loro. Dopo la promozione in Serie A però non mi fecero il contratto, Angelozzi andò via e mi promise che mi avrebbe portato con lui. CosƬ ĆØ stato, a Frosinone. Il mio momento positivoĀ ĆØ anche dovuto al fatto che il direttore abbia creduto in me”.
La BĀ
“Allāinizio ĆØ stata difficile. In B il ritmo ĆØ alto e ho sofferto. Cambiano i tempi degli stop e dei passaggi, devi vedere la giocata in anticipo: lāho capito e so che posso fare molto di più. Dovrei anche avere più consapevolezza sotto porta, per migliorarmi e fare qualche gol in più, magari imparando da Rohden. Ho sempre ragionato giorno dopo giorno, concentrandomi su quello che devo fare. Non mi sono mai posto grandi aspettative”.
Sull’obiettivo Serie AĀ
“La Serie A? Per come siamo affiatati e per il livello della rosa abbiamo tutto per farcela”.
SullaĀ scelta della NazionaleĀ Ā
“Lo stage aĀ CovercianoĀ ĆØĀ stato bellissimo. LaĀ RomaniaĀ ha avuto fiducia in me prima della Nazionale italiana: non potevo dire di no alla convocazione, dovevo rendere orgogliosi i miei genitori. Ma non conosco la lingua e mi sentivo a disagio. Il mio desiderio ĆØ lāItalia, sono nato in Italia e ho sempre vissuto qui. Se Mancini mi richiama, io ci sono”



FORZA RAGAZZI
Forza meraviglioso campione del Frosinone