Frosinone, Monterisi a PassioneFrosinone: “Affezionato alla città, vogliamo salvarci”

Le parole del calciatore giallazzurro intervenuto nel corso della trasmissione sportiva "Passione Frosinone"

Ilario Monterisi, difensore del Frosinone Calcio, è intervenuto nel corso di Passione Frosinone, trasmissione radiofonica in onda su Hit FM e Radio Day. Di seguito le parole del difensore giallazzurro.

Questi anni a Frosinone, che valore aggiunto ti hanno dato?

“Sicuramente un grosso bagaglio di esperienza, basta vedere le 3 annate che sono state completamente diverse. Il primo anno con Grosso è stato bellissimo e sempre una festa, non ero proprio protagonista ma fantastico lo stesso. Lo scorso anno lo possiamo dividere tra girone di andata e di ritorno. Purtroppo è successo quello che non doveva succedere e non ci meritavamo, sono rimasto perché volevo dare il mio contributo e mi sono affezionato molto a questa città e questo club. Quest’anno non siamo partiti benissimo, però ora siamo un po’ più tranquilli”.

Che cosa ha significato la vittoria con il Brescia e ci spieghi l’esultanza alla fine?

“Le 3 vittorie che abbiamo fatto non sono state proprio ‘tranquille’ ma sofferte fino alla fine, e sono state anche più belle. Ho esultato come se avessi segnato su quel salvataggio perché vincere era troppo importante. Un risultato che ci dà una mano a vedere tutto positivo e a gestire queste ultime 8 partite al meglio”.

Quanto è importante il supporto della tua famiglia?

“Per me è tutto la mia famiglia. Ogni cosa che faccio e traguardo che raggiungo è per loro. Mi dà equilibrio a livello mentale e personale, mi hanno sempre aiutato a continuare gli studi e non mollare la scuola, mi sono sempre stati vicini. Come mi sono legato io a questa piazza si sono legati anche loro, sono come dei tifosi e ci siamo legati veramente tanto a questa città”.

Qualche settimana fa ti sei laureato, in cosa e quanto è stato importante per te questo percorso di studio?

“Mi sono laureato in Scienze Motorie, precisamente in Sport e Management. Mi sono laureato in un ambito sportivo perché mi è sempre piaciuto e perché penso sempre al mio futuro. Anche se ho iniziato ora a giocare e spero di avere tanti anni davanti, voglio crearmi già un piano B o una base futura e in questo momento l’unica cosa che posso fare in parallelo al calcio è lo studio. E’ una cosa che mi piace fare, vorrei fare la magistrale e vorrei capire dove indirizzarmi”.

Tra tanti anni, dopo aver smesso con il calcio, cosa vorresti fare?

“Non so proprio risponderti. Ho tante idee in testa, non saprei. Non so neanche se in ambito calcistico o fuori, più fuori in questo momento. Mi vedo anche in uno staff come secondo, non come allenatore. Ma mi vedo più fuori onestamente”.

Come state vivendo questi giorni di sosta?

“Molto più leggeri. Sono stati dei mesi in cui ci siamo messi pressione da soli, in cuor nostro sapevamo che non meritavamo quanto il campo diceva e non riuscivamo a capire il perché di queste partite negative. Lavorando in maniera più spensierata è molto più tranquilla come situazione”.

Com’è essere uno dei leader di questa squadra?

“E’ un motivo d’orgoglio, mi piace assumermi le responsabilità. Non parlo tanto ma preferisco dare l’esempio in campo, se riesco a dare un consiglio o spendere una parole lo faccio volentieri. Spero di dare una mano ai compagni”.

Da sabato c’è un filotto di partite da sudare freddo. Da affrontare come?

“Non pensiamo alle 8 partite che mancano ma solo a sabato contro la Samp. Ci sono 8 partite e tanti punti che possiamo fare, dobbiamo alimentare questa positività che c’è nell’aria per uscire il prima possibile da questa situazione”.

Sei d’accordo nel dire che prima ci salviamo aritmeticamente e poi, casomai, si guarda ai playoff?

“Pensiamo a salvarci. Facciamo più punti possibili nelle prossime partite e poi ci divertiamo. Pensiamo a salvarci perché può essere solo una cosa negativa iniziare a pensare ai playoff, superiamo quota 40 punti e poi vediamo”.

Non hai ancora segnato quest’anno…

“Non ti nego che mi manca, però tra virgolette non è il mio compito. Sarei molto contento di farne un altro pesante come quelli che ho fatto con il Frosinone, sarebbe arrivato il momento”.

Qual è la tua posizione ideale?

“Mi vedo molto più come centrale e braccetto che come terzino, posizione in cui ho giocato il primo anno qui a Frosinone”.

Cosa significa avere un direttore come Angelozzi?

“E’ una persona che stimo tanto e mi ha cresciuto molto come giocatore. Lo ringrazierò per sempre, è la ragione principale per la quale sono rimasto quest’estate: per risollevarmi con lui e spero che a fine anno ci riusciremo”.

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11 mesi fa

E noi tutti siamo affezionato a Te di ♥️💛💙💛💙💛

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11 mesi fa

Sei Unico 💝

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11 mesi fa

Grande

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