Il Frosinone non vince da quasi due mesi, dalla vittoria di Cittadella, l’unica peraltro in questo campionato. Un cammino anomalo per i giallazzurri che soprattutto in Serie B ci avevano abituato a ben altro negli ultimi anni.
C’è stata un’altra anomalia per il Frosinone in questa stagione: il cambio di allenatore. Raramente nell’era Stirpe si era arrivati a prendere questa decisione. Ci sono stati infatti solamente sette esoneri in ventitré anni di presidenza, l’ultimo che risale alla stagione 2020-2021, quando Grosso subentrò a Nesta nel finale del girone di ritorno.
Il cammino del Frosinone è stato condizionato sicuramente dalla batosta psicologica che ha portato la retrocessione dalla Serie A, ma anche e soprattutto dai tanti infortunati che ha dovuto subire in questi primi mesi di campionato.
La squadra è stata orfana fin da subito del calciatore che doveva diventare il leader in difesa, ovvero Cittadini. Poi pian piano si sono persi per strada calciatori che in questa categoria fanno la differenza come Partipilo e Distefano, così come Tsadjout, non certo un goleador ma uno che in Serie B fa preoccupare e non poco le difese avversarie con i suoi movimenti e la sua fisicità.
Da quando è arrivato mister Greco in panchina, lo spirito è sicuramente cambiato. si vede una squadra più vogliosa e unita, ma ci sono ancora tante ed evidenti lacune da colmare. Nessuna squadra in questo campionato (fatta eccezione forse solo del Sassuolo) può concedere ad altre compagini ben 5 o 6 titolari di livello fuori per infortunio, tutti in zona offensiva poi. E questa situazione va avanti da tanto tempo ormai e purtroppo non è nemmeno così tanto vicina alla soluzione, visto che per recuperare i calciatori sopracitati ci vorrà almeno ancora un altro mese, quando il girone d’andata sarà finito. Recuperi che peraltro potrebbero far cambiare modulo anche a Greco, visto che questa squadra è stata pensata per giocare con un tridente offensivo e, ad oggi, non c’è nemmeno una punta di ruolo a disposizione.
Fino ad allora il Frosinone non può far altro che stringere i denti e cercare di dare il massimo, magari sperando in una esplosione di qualche giovane e di strappare qualche punto con avversari di livello come Cremonese o Sassuolo e vincere finalmente qualche partita in casa, anche ‘in maniera sporca’, con l’aiuto del proprio pubblico. Lo spirito è stato per fortuna ritrovato, ora serve la qualità che può arrivare proprio dai ‘nuovi acquisti’ ora infortunati.



Si stringiamo i denti fino a gennaio quando saremo ultimi con dieci punti di distacco!!!