Il Frosinone ha avuto un avvio di stagione che dire complicato ĆØ un eufemismo. Tre punti conquistati in cinque partite, nessuna vittoria ottenuta. Uno score negativo, il peggiore da quando i giallazzurri giocano in B. Nel campionato cadetto, infatti, il Leone non aveva mai giocato le prime cinque senza vincere almeno una partita.
Ci sono diverse attenuanti a questo cammino stentato, come il nuovo allenatore, il mercato fatto in ritardo, gli infortuni in difesa (Lusuardi e Cittadini probabilmente sarebbero stati i titolari di questa squadra) e soprattutto le scorie negative che si porta dietro una retrocessione.
GiĆ una retrocessione di solito ĆØ difficile da smaltire, figuriamoci come quella che ha dovuto subire il Frosinone nella passata stagione. La delusione per quanto accaduto quel 26 maggio ancora non essere stata smaltita, ma non solo tra i calciatori rimasti. Tutto l’ambiente ancora non ha metabolizzato quanto successo. Chi tra i tifosi o tra gli addetti ai lavori non ha mai detto o pensato: “Non meritiamo di giocare in B in questa stagione”. Eppure ci siamo, e se ci siamo ĆØ anche per nostre ‘colpe’. Non deve essere vista come una punizione la Serie B, deve essere vista come un’opportunitĆ per prendersi una rivincita e riprendersi sul campo ciò che ĆØ stato tolto. Ma serve il carattere, l’unione di intenti e dimenticare assolutamente la Serie A e il 26 maggio.
Tutti i calciatori rimasti della passata stagione non stanno dando quanto ci si aspettava e sembrano ancora con la mente altrove. Inevitabilmente questo atteggiamento sta trascinando anche gli altri. Ecco, serve reagire e alla svelta. Bisogna chiudere con il passato per avere un futuro migliore.



Ma quale futuro può avere una squadra così e destinata alla serie c.coi fichi secchi non si fanno le nozze.