Il pareggio contro l’Empoli ha lasciato sensazioni contrastanti. Da una parte la capacità di restare dentro la partita e di muovere la classifica, dall’altra l’occasione mancata per consolidare la posizione in vetta. Dopo la 26ª giornata il Frosinone occupa il terzo posto con 53 punti, in una graduatoria che si è ulteriormente accorciata.
Una corsa a quattro
La lotta per la promozione diretta si è trasformata in una sfida serrata. Il Venezia guida a quota 56, seguito dal Monza a 54, dal Frosinone a 53 e dal Palermo a 51. Quattro squadre in cinque punti: un equilibrio che rende ogni turno potenzialmente decisivo.
Le concorrenti hanno approfittato del pari dei giallazzurri, ma la distanza resta minima. Nessuna fuga, nessun margine rassicurante. Il campionato entra nella fase in cui la continuità diventa l’elemento più importante.
Il bicchiere mezzo pieno
Il terzo posto può essere letto in due modi. Da un lato il rammarico per non aver allungato, dall’altro la consapevolezza di essere pienamente dentro la corsa. Il Frosinone ha dimostrato durante la stagione di avere identità, organizzazione e capacità di reagire.
In un torneo così equilibrato, la gestione mentale e fisica sarà determinante. Le prossime dodici giornate rappresentano un segmento di campionato che può indirizzare tutto.
Tutto ancora in gioco
Il margine tra la vetta e la quarta posizione è ridotto. Ogni punto perso o guadagnato può cambiare le gerarchie. Il Frosinone resta protagonista, ma deve trasformare le prestazioni in risultati continui.
La bagarre per la promozione diretta è più viva che mai. Il terzo posto non chiude nulla, anzi: rilancia una corsa in cui i giallazzurri hanno ancora tutte le carte per giocarsela fino in fondo.


