Guido Angelozzi, direttore dell’Area Tecnica del Frosinone Calcio, è intervenuto nel corso di Passione Frosinone, trasmissione in onda su HitFm Radio e su Radio Day.
Come sta direttore?
“Benissimo, sto bene. Siamo preparati per tornare a giocare”.
Lei l’ha già detto, è una fase delicata che fa parte di un percorso lungo. Come possiamo vivere questo momento non semplice?
“Prima di tutto dico che siamo partiti male e c’è stato un travaso di giocatori che sono entrati e usciti. Tifosi e giornalisti sicuramente vi siete chiesti cosa stavamo facendo, ma siamo stati costretti a fare alcune cose. Non pensavamo di partire così male, né io, né il presidente, né il vecchio allenatore. Siamo stati costretti a cambiare guida tecnica, cosa che a me non piace: non mi piace penalizzare una persona, perché dico che se le cose vanno male il primo responsabile sono io. Quello che mi sta succedendo quest’anno mi è successo poche volte in carriera. Non per trovare scuse ma abbiamo avuto 7 giocatori fuori già dall’inizio, una situazione pazzesca. Però allo stesso modo dico che con il lavoro e con la pazienza ne verremo fuori”.
Ci può fare il punto della situazione sugli infortunati?
“Abbiamo i 2 attaccanti centrali che sono rientrati in sede e stanno iniziando la preparazione. Pecorino e Tsadjout in un mese, un mese e mezzo, tornano a disposizione. Hanno assaporato il campo, hanno iniziato a correre. Il rientro è positivo, poi in questi infortuni ci vuole sempre fortuna nell’evitare imprevisti. Partipilo è in una fase quasi di recupero, nel giro di un mese dovrebbe essere disponibile. Distefano è quello che può andare subito in campo dopo che sono passati 2 mesi e mezzo, quindi tra un mese in campo. Spero che qualcuno rientri prima di gennaio, magari per le ultime due partite del 2024. Penso, ed è solo un mio pensiero, che Distefano sarà l’ultimo a rientrare. Uno dei primi può essere Partipilo e uno dei due attaccanti. E anche Ghedjemis che è stato operato alla mano, ci vuole un mese per rientrare e tra 3 settimane può essere disponibile. Kalaj è un caso a parte, non si possono fare previsioni. Poi di Cittadini sapete”.
E’ giusto che tutte le colpe se le prenda lei?
“Stirpe mi ha dato il ‘potere’ di decidere, e chi decidere si deve prendere le responsabilità. L’annata è partita male, non bisogna cercare scuse. Mi dispiace che Vivarini non ci sia più perché è una persona perbene, può darsi che ho sbagliato io perché magari pensava di avere a disposizione una squadra e poi se ne è trovata un’altra. Mi assumo le colpe, però allo stesso tempo dico che se recuperiamo i giocatori possiamo svoltare la stagione, sono convinto”.
Secondo lei perché la squadra ha cambiato atteggiamento nello scendere in campo dopo l’esonero di Vivarini? Credo che gli allenatori siano in balia degli eventi e si è capito fin da subito che quell’allenatore avesse avuto delle difficoltà con i calciatori…
“Sicuramente avremmo sbagliato sia noi come società che lui in qualche scelta, ma hanno sbagliato anche i calciatori. Tutti quanti non abbiamo capito la situazione che avremmo affrontati. Qualcuno si sentiva calciatore di Serie A, altri di passaggio, sono cose che inconsciamente possono succedere. Quando abbiamo dato la responsabilità alla squadra, quest’ultima ha reagito. Sono due personalità diverse Greco e Vivarini: il primo va più sul pratico, il secondo cercava l’idea di gioco. Tutti si sono chiesti come mai con il Pisa, in 10 per tutta la partita, la squadra abbia fatto una partita del genere. Ci ho pensato anch’io a questa cosa, ma dico che sono cose che possono succedere. Quel che è stato è stato, è iniziato un percorso nuovo un mese fa e per dimostrare la stima che ho nei confronti di Greco gli ho fatto 3 anni di contratto. Credo che lui possa portarci alla salvezza”.
Non penso che sia solo il mercato a poter cambiare le sorti di questa stagione, perché c’è anche un gruppo che si sta mettendo in discussione. Immagino che lei stia parlando con tutti i calciatori…
“Sono d’accordo che non è il mercato che ti fa svoltare. Ti fa svoltare il gruppo, che è entrato in un’altra mentalità da qualche settimana: tutti si aiutano e tutti lottano. Greco sta dando una bella mentalità: non guarda in faccia nessuno, ha avuto il coraggio di buttare in campo ragazzini che non avrebbe usato nessuno. I giovani stanno dando energia al gruppo dei vecchi, è questa la forza del Frosinone. Per il mercato di gennaio la mia idea è di confermare in blocco la squadra, vedere gli infortunati e poi intervenire: ma deve essere qualcosina (poche operazioni, ndr), perché se interveniamo con un mercato massiccio vuol dire che abbiamo sbagliato all’inizio e poi i nuovi dovrebbero ambientarsi”.
Oggi il malessere del Frosinone è soprattutto in fase offensiva. Il tifoso si chiede chi è che segna in questa squadra. Pensa di trovare un antidoto a questo problema da suggerire a Greco?
“Facciamo fatica ma abbiamo 4 attaccanti fuori. Faccio un esempio: la Samp ha Tutino, Borini e Coda e fa fatica a segnare. Non è questione solo di attaccanti, magari si fa fatica a trovare la via del gol. Due anni fa, quando portai Borrelli, Mulattieri e Moro, vi siete messi tutti a ridere. Per fare gol ci vuole fortuna, bravura e soprattutto il supporto della squadra. Greco ha dato compattezza, prima prendevamo due gol a partita e stiamo lavorando su alcuni concetti. Piano piano li faremo i gol ma non deve essere un assillo. Ora ci vuole pazienza, non è comprando i giocatori che si risolve il problema, ma lavorando, restando tranquilli e poi vediamo. Io rispetto i tifosi, ma se c’è un momento di difficoltà non bisogna dire cosa manca”.
Tra le belle scoperte di questo Frosinone ci sono Ambrosino, che per me è un ottimo giocatore, e Kvernadze. Oggi sono i punti di riferimento di Greco nel reparto offensivo. A prescindere degli attaccanti che dovranno rientrare, possiamo ripartire da loro?
“Sono due ottimi giocatori, ma hanno fatto un gol in due. Per questo vi ho detto che non è detto che se vado a prendere un altro attaccante sia più forte di quelli che abbiamo. Sono due seconde punte, a noi in questo momento ci manca il centravanti classico che fa salire la squadra. Ci sono cose che il mister sa e ci sta lavorando”.
Cosa è successo con Machin?
“Machin l’ho portato io, mi assumo le responsabilità, ed è forte. Quando arriva qui e non sta bene come gli altri fisicamente, l’allenatore fa delle scelte. Non è che se ti chiami Machin devi giocare per forza. Sia Vivarini che Greco non sono stupidi. Evidentemente anche se gioca in nazionale non va bene per la Serie B, dove devi correre ed essere aggressivo. Se ognuno pensa alle cose personali non va bene. Gli allenatori cercano fare gli interessi della squadra, chi si allena bene gioca”.



Direttò, io a gennaio, na punta la pigliaria….
Sono due anni che ci martirizzato tutti questi infortuni affidiamo ai nostri patroni
La vedo dura