Il grande interrogativo: lasciarsi andare al pessimismo oppure inquadrare il futuro con positività? Nelle ore immediatamente successive al pari di Bolzano col SüdTirol, è stato questo il quesito dominante nella testa dei tifosi del Frosinone. E la risposta, con ogni probabilità, potrebbe essere individuata con successo nel mezzo. Non c’è dubbio che il vantaggio gettato alle ortiche con il conclusivo 1-1, unito ad una prestazione non eccelsa in termini qualitativi, presti il fianco a critiche ed analisi improntate sulla negatività. Ma, al tempo stesso, bisognerebbe pur sempre rapportare tutto al momento attuale ed alla dimensione reale di questo Leone. Ed in ottica salvezza (l’ultimo posto è ancora realtà), al netto del periodo difficile, il punto conseguito può rappresentare la parte emergente del bicchiere mezzo pieno. Perché non serve nasconderlo: i ciociari dovranno lottare per la permanenza in Serie B. Almeno fino al mercato di gennaio, quando la società avrà la chance di rimediare agli errori commessi in estate per l’allestimento dell’organico. Prima si entrerà in tale ottica, meglio lo sarà per tutto l’ambiente.
COMPATTEZZA E SORPRESE – Leandro Greco sta facendo di necessità virtù. Compattare la squadra era il primo obiettivo, rimarcato a più riprese anche in sede di conferenza. E bisogna riconoscere che anche mercoledì il campo abbia fornito segnali incoraggianti, sulla scia di quanto già accaduto contro il Pisa. La squadra è unita, il 3-5-2 sta alimentando l’acquisizione di certi meccanismi emotivi ed è bello vedere che remino tutti verso la medesima direzione, trascinati dalle doti carismatiche di alcuni elementi imprescindibili. Capitan Marchizza e Gelli si sono confermati tra i migliori, Cerofolini ha salvato il risultato nel momento del bisogno. E poi, resteranno ben impresse le prove sciorinate dai giovani Cichella e Lusuardi. Personalità da vendere, rispettivamente, in mediana e nel reparto difensivo: sorprese dalle quali poter ripartire con fiducia, ma anche emblematiche della sopravvalutazione tecnica che domina attorno a loro. E nel gol incassato, le prove sono divenute tangibili ed esemplificative.

LIMITI CHE RESTANO – Sul fronte tecnico, detto della “nuova” disposizione in campo, bisogna riconoscere che i passi avanti compiuti siano ben pochi. Questioni valoriali, non per altro, esplicitate dal rettangolo verde match dopo match con fare sentenzioso. Bene la compattezza nelle retrovie, però la fase di possesso rimane fortemente limitata. Il palleggio resta lento, privo di movimenti senza palla e spesso votato alla ricerca diretta della verticalità con lanci da dietro. Esigui i tentativi di giocata individuale, poche linee di passaggio nella metà campo altrui e difficoltà nel riuscire a presidiarla per arrivare a concludere verso la porta rivale. I dati sono inequivocabili e si trascinano dietro da inizio stagione: i giallazzurri hanno una media di appena 3 tiri nello specchio a partita. A Bolzano ne sono giunti 6 complessivi (dei quali 3 in porta) e, rimanendo al tema delle iniziative portate a compimento, solo 4 dribbling riusciti su 10 tentati. Sostanzialmente, si fa una fatica tremenda a produrre sortite offensive degne di nota. Del resto, quello ciociaro è il penultimo attacco del campionato con 7 reti siglate. “C’è tanto da lavorare, anche nel possesso”, ha ammesso Leandro Greco. Ed è questa la sensazione più diffusa. Avanti tra sorprese e certezze, nel bene e nel male.



Stirpe e Angelozzi richiamate Ciofani !!!!
La sterilità in attacco parte da lontano da scelte sbagliate in entrata e in uscita fatte dalla Società in campagna acquisti..una squadra costruita male e lacunosa in alcuni ruoli come del resto riconosciuto dallo stesso Angelozzi..ora stiamo pagandone le conseguenze…ma col materiale scarso a disposizione chi li fa I gol? Vorrei sapere cosa ne pensano al riguardo Stirpe e Angelozzi.