Sprofondo Frosinone: dal campo all’organico, le matrici di una crisi senza fine

Il focus

Sprofondo giallazzurro. Il giorno dopo la batosta del “Rigamonti, fotografare lo stato d’animo insito in casa Frosinone diventa esercizio semplice. Del resto, basta sbirciare un po’ sui social per ricavare commenti e pensieri diffusi qua e là tra i tifosi. La negatività impera nell’ambiente, com’è normale che sia. Troppo netta la sconfitta incassata per mano del Brescia. Troppo evidenti le mancanze palesate dalla squadra di Vivarini, incapace di fornire segnali di ripresa dinanzi ad una crisi identitaria senza fine.

EVIDENZA – Volendo ironizzare, si potrebbe sostenere che il Leone abbia mantenuto intatto il suo livello di coerenza. Perché ieri, nonostante le ottimistiche dichiarazioni della vigilia, è giunta l’ennesima prova schiacciante del disastroso stato di salute in cui versano Marchizza e soci. Avventurarsi nei meandri della tattica sicuramente rappresenterebbe un solido punto di partenza analitico, ma a preoccupare è stato soprattutto l’atteggiamento mostrato. Talmente remissivo e poco combattivo da indurre persino la Curva Nord a lanciare segnali di protesta al triplice fischio. L’evidenza del problema è lampante, così come lo sono anche le conseguenze a catena. I numeri parlano con apporto eloquente: terzultima posizione occupata in classifica con appena tre punti totalizzati in cinque gare disputate. Un bottino frutto di tre pareggi e due k.o., giusto per rimarcarne le matrici identificative. E gli spunti di riflessione, viaggiando in parallelo al campo, sono numerosi.

FATICA – Vedendo all’opera i giallazzurri, viene facile chiedersi che fine abbia fatto il calcio spumeggiante di Vivarini. Manovra lenta e prevedibile, poco incline alla verticalità. La regia, ieri condivisa da Darboe e Gelli, molto scolastica. E qui andrebbe aperto un altro capitolo, più ampio, sui mancati interventi in sede di mercato in quella zona specifica di campo. Un limite strutturale che, se inquadrato in chiave futura, rischia di pesare tantissimo. E poi, mancanza di inventiva lì davanti con l’assenza di Ghedjemis che, a dire il vero, sta pesando più del dovuto. E ciò è tutto dire. Avrebbero dovuto accendere la luce Partipilo o Distefano, ma i bassi hanno sovrastato gli alti. Ed eccoci qui, in navigazione continua per capire quali tracce tangibili del “Com” abbia questa squadra. Il gioco scorre con monotonia, a beneficio degli avversari che ringraziano e pungono. Il Brescia, ad esempio, ha agito in modo tranquillo archiviando il discorso dopo nemmeno mezz’ora. E la fatica dei ciociari è insita in due dati: chiusura del match con 4 reti incassate e 0,4 di xG (gol attesi, fonte fbref) all’attivo.

MANCANZE DAL… MERCATO – L’oggettività del rettangolo verde, però, impone un ritorno sulla retta via. Quella del lavoro, fondamentale per un allenatore così propositivo come il Viva. Concedergli del tempo è un atto doveroso. Ovvio, la sosta per le Nazionali avrebbe dovuto far bene: in effetti, divulgare princìpi di gioco richiede tempo. E soprattutto perché l’organico, con rinforzi impellenti e richiesti per mesi, è stato “completato” soltanto durante l’ultimo giorno di mercato. Gli innesti sono arrivati, tanti dei quali nel reparto offensivo. Sulle mosse effettuate nelle retrovie ci sarebbe da obiettare ma, ad ogni modo, le coppie si sono formate. Il punto cruciale è che a centrocampo la coperta è rimasta corta. Un sostituto naturale di Darboe (ieri a dir poco sottotono) non c’è e l’impressione è che i ciociari siano un po’ troppo leggeri. Non è casuale il fatto che la difesa, a causa di un filtro mancante nella zona nevralgica, sia esposta continuamente alle pressioni dei rivali. Dal Brescia alla Juve Stabia, passando per le altre partite: il Frosinone ha incassato 9 gol in 5 match (12 con la Coppa Italia). Sorprende, in particolare, il modo fin troppo semplice con cui tenda a gonfiarsi la rete alle spalle di Cerofolini e Sorrentino. Tutto facile per gli avversari, tutto così maledettamente triste per il mondo giallazzurro. E domenica allo “Stirpe” arriva il Bari.

Subscribe
Notificami
guest

5 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Rob
Rob
1 anno fa

Vivarini non è adatto. Non aggiungo altro.

Giuseppe
Giuseppe
1 anno fa

Caro Fro, avete venduto troppo, tutto; un sostituto di Mazzitelli?? Di Brescianini?? Di Cuni ??e Vivarini ?????? Si fa ridere!!!!!!!!!!

frosinoneforever
frosinoneforever
1 anno fa

Vivarini vattene!

Orlando Villoni
Orlando Villoni
1 anno fa

Da qualche anno presidente e DS fanno il gioco d’azzardo di cambiare quasi del tutto la rosa dei giocatori. Non voglio giudicare. Ma un anno è andata bene (dalla B alla A), l’anno scorso male per un pelo, quest’anno potrebbe andare molto male (vedremo come). Ma i giocatori d’azzardo lo sanno.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 anno fa

Drammatici.. 5giornata di 38..

Articoli correlati

Il Frosinone è terzo in classifica con 58 punti dopo 29 giornate di Serie B....
In Serie B il Frosinone continua a dimostrare di avere le carte in regola per...
Il Frosinone è quinto nella classifica delle partite casalinghe. I giallazzurri hanno raccolto 25 punti...

Altre notizie