Tenuta difensiva, equilibrio e limiti strutturali: Frosinone, un avvio da dimenticare

Il focus sui giallazzurri

Due punti in tre partite, senza contare il ko di Coppa Italia contro il Pisa. La media non è proprio idilliaca, da qualunque posizione la si cerchi di inquadrare. E se è vero che il Frosinone si trova solamente all’inizio di una lunga stagione, per di più col mercato ancora aperto, in realtà diventa difficile ignorare i segnali di un avvio da dimenticare. Troppi i limiti palesati finora: tecnici e strutturali, le matrici sono varie.

Il macrodato del Leone che balza all’occhio, chiaramente in negativo, è quello della fase difensiva: otto gol subiti in 360 minuti. Anche ieri contro il Modena, la squadra ha rischiato tanto concedendo occasioni e campo agli avversari. L’ottimo avvio di ripresa, bloccatosi al vantaggio firmato Distefano, non può bastare per oscurare il panorama desolante visto nel primo tempo e in gran parte del secondo. L’identità di gioco latita, nonostante si intraveda la ricerca di princìpi comunque votati ad un calcio moderno. A partire dalla pressione alta e dalla costruzione dal basso, ma entrambe sono accompagnate da errori talmente grossolani da rendere superflua ogni analisi. E Vincenzo Vivarini ora, volgendo uno sguardo sui social, è l’imputato principale. Cambi sbagliati, letture erronee della partita e tanto altro. Insomma, il tribunale è ricco di tesi a supporto dell’accusa. La domanda madre, però, stenta ad emergere: Vivarini è nelle condizioni di poter sviluppare il suo credo?

Approfondendo le caratteristiche dell’organico allestito, diventa arduo scovare un sistema di gioco ad esso più congeniale rispetto ad un altro. Di sicuro, non vi è traccia del dinamico 4-4-2 con cui il “Com” ha incantato Catanzaro fino allo scorso anno. Numerosi i giocatori offensivi presenti (ai quali presto sembrerebbe aggiungersi Hasa), ma poca sostanza – a parte Darboe – nella zona nevralgica del campo. Col Modena, non a caso, i giallazzurri hanno destato l’impressione di essere fin troppo leggeri e privi di equilibrio nelle due fasi.  La squadra prova a difendere in avanti, ma fatica tremendamente nel correre all’indietro e nel coprire ampie fette di campo. Un copione già visto durante le prime uscite, a testimonianza di quanto i segnali si ripetano da tempo. Vivarini sta facendo di necessità virtù, adattandosi al materiale umano che ha a disposizione e schierando anche elementi fuori ruolo. Marchizza sul centro-sinistra ed Anthony Oyono posto sulla corsia mancina alcuni esempi eloquenti, a proposito di altri reparti carenti e in attesa di innesti.

È lo stesso allenatore abruzzese che, tra le righe, ha ammesso le difficoltà del periodo sul tema: “In questo momentole parole del post gara di ieri – non sono contento ma bisogna analizzare le prestazioni che si fanno. Se avessimo pareggiato a La Spezia e avessimo vinto oggi avremmo parlato di altro. Sono molto arrabbiato, ma ci sono dei problemi. Abbiamo giocato con Cichella che è un 2005, con Vural che è un 2006. Abbiamo chiuso degli acquisti che devono entrare nell’ottica della squadra. Ed è in quel “ci sono dei problemi” che va a declinarsi la velata richiesta del Viva, forse allusiva agli ultimi tre giorni di mercato. Con l’auspicio che la società possa regalargli rinforzi di esperienza e spessore per incrementare la cifra tecnica della rosa, consentendogli di mettere in atto in modo concreto il proprio calcio. La dirigenza, come confermato dalle ultime trattative riportate, sta lavorando su più fronti con l’obiettivo di soddisfare il suo allenatore e in giornata potrebbero giungere ulteriori novità. Di sicuro, non può essere quello osservato finora il Frosinone di Vivarini.

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1 anno fa

Speriamo bene ma la vedo dura…..

Alistar
Alistar
1 anno fa

Allenatore con poche idee e molto ben confuse.

Rob
Rob
1 anno fa

Non deve essere la squadra che si adatta all’allenatore ma il contrario. Giocatori in gamba ce ne sono, tirasse fuori il meglio dallo spogliatoio. Vivarini ha fatto già abbastanza per farsi valutare negativamente

Commento da Facebook
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1 anno fa

Ogni partita sarà così, questo è Vivarini Sarà sempre peggio 

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