Quanta ipocrisia si legge e si sta sentendo in questi giorni sul Frosinone Calcio. Ci fanno piacere ovviamente i complimenti, con molti addetti ai lavori che hanno anche affermato (e vedi un po’) che la retrocessione degli uomini di Di Francesco ĆØ ingiusta. Ma questi complimenti sanno anche di presa in giro.
Nessuno analizza fino in fondo come è arrivata questa retrocessione. La linea di confine tra salvezza e Serie B in questo campionato era sottilissima (e si vede dalla classifica), come era poca la differenza tra le squadre in lotta per non retrocedere. Gli episodi hanno emesso alla fine i verdetti finali, non è stata la forza delle squadre a fare la differenza, perchè il Frosinone non era più debole di Empoli, Udinese, Cagliari, Verona o Lecce. Anzi. E lo ha dimostrato giocandosela sempre con tutte.
Quando però si verificano determinati episodi la linea sottile di confine prende una direzione ben precisa. Nessuno che spiega come si fa a far giocare due squadre con gli stessi obiettivi come Frosinone e Udinese con quattro giorni di distanza l’una dall’altra, con i secondi che guarda caso hanno beneficiato proprio delle sconfitte di Frosinone e Cagliari giorni prima per trovare un Lecce senza obiettivi.
Nessuno parla del rigore evidente non fischiato per i giallazzurri nel finale dello scontro diretto di Empoli. Un rigore che se trasformato poteva permettere ai canarini di salvarsi ben prima della sfida del 26 maggio con l’Udinese. Nessuno si chiede del perchĆØ lo stesso arbitro poi ĆØ stato mandato ad arbitrare il match decisivo con l’Udinese. Pensate se lo avessero fatto ad una big o ad una squadra a cui piace poi evidenziare questi errori dopo due minuti dal termine della partita stessa. Però per il designatore Rocchi gli arbitri non hanno inciso su nessun risultato. Eh sƬ, e noi abbiamo l’anello al naso. Nessuno parla di come hanno vinto i toscani contro la Roma, espulsione di Niang non sanzionata a parte. Nessuno punta il dito contro la follia del calendario asimmetrico che ha fatto giocare i giallazzurri con le big a fine girone d’andata e inizio girone di ritorno, dove guarda caso era ancora tutto aperto.
Tutti bravi a fare i complimenti dopo, a meravigliarsi di un personaggio come Stirpe che invece di inveire contro i tanti torti arbitrali e appellarsi alla sorte avversa, ha attirato le colpe della retrocessione su di sè da gran signore e da vero presidente di una squadra di calcio. Nessuno però che dice a chiare lettere come mai questa retrocessione è ingiusta e figlia di un calcio malato come quello italiano. Quanta ipocrisia.



Tutto vero, la sfortuna comunque, a prescindere dalle ingiustizie arbitrali subite, ĆØ stata inverosimile, tutti i difensori fuori uso e la troppa sufficienza con cui si ĆØ giocato al girone di ritorno. Che non si potesse vincere almeno una partita fuori casa, a parte l’ultima, ĆØ stato imbarazzante, anche per mancanza di aggressivitĆ e determinazione per quel che ĆØ giusto fare in un campionato tosto come la serie A. A mio parere, ma penso sia quello della maggioranza, Angelozzi poi non ha centrato l’obiettivo della campagna acquisti di gennaio tralasciando inspiegabilmente l’acquisto di un centravanti di esperienza, visto e accertato… Leggi il resto Ā»
Questa volta non siete riusciti a tirare qualche pallone in campo per sistemare le cose š¤£š¤£š¤£
commento dicendo che a cose fatte e piangendosi addosso non serve a niente , ormai e’ sicuro che e’ tutto pilotato , l’exusatio di rocchi accusatio manifesta lo dimostra , ma la ciambella di salvataggio l’ha data a tutti STIRPE, persona seria ed equilibrata , percio’ continueremo a dire forza frosinone in serie B , NEL BENE E NEL MALE-