Mercoledì pomeriggio il Frosinone Calcio è stato l’epicentro della 13^ tappa della Junior TIM Cup-Keep Racism Out, torneo giovanile di calcio a 7 promosso da Lega Serie A, TIM e CSI. Il club giallazzurro ha accolto al “Benito Stirpe” i ragazzi della Parrocchia SS. Cuore di Gesù di Frosinone e le ragazze della Under15 femminile giallazzurra, che hanno potuto trascorrere una giornata insieme a Caleb Okoli. Il difensore si è sottoposto anche a domande e curiosità di grandi e più piccoli.
Caleb, nel tuo percorso avrai sicuramente vissuto con ragazzi di altre religioni ed etnie. Quanto è importante il rispetto dell’altro ed il “fare squadra”?
“Ovviamente sono molto contento di essere qui e di parlare di questo argomento. Conoscere le diverse culture dei ragazzi che fanno parte di un gruppo è molto importante anche perché ci permette di approfondire meglio le particolarità di ognuno”.
Secondo te c’è bisogno di educare i ragazzi e le ragazze all’inclusione e alla tolleranza? Il calcio può essere uno strumento efficace per farlo?
“Assolutamente sì perché, a parte il fatto che permette di stare insieme ad un gruppo molto ampio di persone, il calcio è un forte momento di aggregazione a livello più ampio. Come d’altronde tutto il mondo dello sport in generale”.
Come hai iniziato a giocare a calcio e chi era il tuo idolo da ragazzo?
“Ho iniziato insieme a mio fratello che ha un anno in più. Semplicemente perché il calcio era lo sport che andava per la maggiore. Ho avuto tantissimi idoli, uno che mi ha sempre ispirato era Sergio Ramos. E poi diversi altri”.
Il calcio, come abbiamo sentito nel video iniziale, è felicità, amicizia e molto di più. Cosa è per te il calcio?
“Il calcio mi ha fatto innamorare a prima vista. Da un piacere sono riuscito a farlo diventare un lavoro anche se per me resta una grandissima passione. Ci tengo a sottolinearvi che quello che non deve mancare è la felicità e la voglia di fare quello che fate. E vi auguro di diventare campioni del calcio”.
Domenica scora che tipo di emozioni hai provato al 95’ sull’occasione del Bologna?
“Non è stato tanto un errore del Bologna quanto una superparata di Turati. E’ stata una grandissima emozione, abbiamo tremato un po’ tutti. Siamo contenti di aver portato dalla nostra un pareggio contro una grandissima squadra”
Cosa hai provato all’esordio con la maglietta del Frosinone?
“Tantissima emozione, non vedevo l’ora di farlo. Ho fatto una panchina a Udine e l’esordio è stato in casa, incredibile l’incitamento della curva”.
Concludiamo con un messaggio/consiglio, Caleb: che ti senti di dire a questi ragazzi che giocano in oratorio e che sognano di diventare un calciatore come te.
“Vi auguro il meglio e vi dico di non porvi mai limiti nei vostri sogni”.


