A mani vuote. Ancora una volta, come un leitmotiv che non vuole proprio smettere di risuonare. Ma il 3-2 di domenica dello “Stadium”, forse, si pone su una diversa lunghezza d’onda. Un nuovo inizio, sotto certi aspetti. Sembra paradossale sostenerlo, eppure l’impressione è che la prova sciorinata dal Frosinone abbia ripristinato livelli importanti di autostima, confermando e rinforzando con chiavi di lettura differenti la credibilità di questa squadra nella lotta per la permanenza in A. I giallazzurri avrebbero meritato di tornare in Ciociaria con almeno un punto in cassaforte, vista la bontà della prestazione fornita. Anzi, a tratti hanno addirittura assaporato l’odore della grande impresa senza mai uscire dall’incontro. Mentalmente e tatticamente.
COMPATTEZZA – Le posizioni medie di Mazzitelli e compagni certificano il cambiamento (difficile dire se temporaneo o definitivo), supportato poi dalle statistiche post match. Pallino del gioco lasciato agli avversari con l’assunzione di un atteggiamento più prudente e di attesa. L’assetto corto e compatto nella fase di non possesso ha conferito al Leone maggior equilibrio, togliendo campo ad una Juventus impacciata nella costruzione. Una vera novità, a testimonianza di come ci si possa difendere in modo ordinato e posizionale non per forza facendo ricorso alle barricate. Perché gli uomini di Di Francesco, schieratisi a specchio con i bianconeri nel solco di un fluido 3-5-2, hanno apportato qualche modifica al loro solito spartito senza però snaturarsi. Dosare le corse in avanti nella pressione alta, ad esempio, ha pagato come strategia. Poi, una volta riconquistata la sfera, la manovra ha sempre registrato l’accompagnamento di tanti uomini pronti a riversarsi nella metà campo avversaria con coraggio e dinamismo. Spunti ricchi di interesse, specie se inquadrati in ottica futura.

BRILLA BRESCIANINI – Il gol beffardo di Rugani giunto allo scadere, chiaramente, non può cancellare quanto di positivo messo in mostra. Una botta di coraggio che psicologicamente ha riallacciato il Frosinone alla permanenza in A, conferendogli un vestiario inedito. Principesco come spesso accaduto (splendide le azioni delle due reti siglate per il temporaneo ribaltone) ma, al contempo, umile e attendista. E nella bagarre salvezza serve anche questo. Frequentemente i ciociari hanno trascurato dettagli, lasciandosi guidare dalla rincorsa sfrenata a principi di gioco giusti ma non assoluti. La scelta di passare ad una mediana a cinque, forse, potrebbe proprio andare incontro alla necessità di costruire una rete di protezione dinanzi alla retroguardia più perforata del campionato. In particolare, parlando di alcuni singoli, anche a Torino ha brillato il talento di Brescianini. Al di là della marcatura realizzata e delle doti nell’attacco della profondità, le qualità dell’ex Milan nel coprire gli spazi e di essere aggressivo anche su brevi distanze con movimenti ben distribuiti, si sono ritagliate un ruolo incisivo nello schieramento posizionale dei giallazzurri. Con giovamenti pure per Mazzitelli, comandante delle operazioni lì nel mezzo e artefice di un’ottima gara. Senza sottovalutare, poi, gli importanti segnali di crescita lanciati dagli esterni Zortea e Valeri.

DIFESA E CALENDARIO – Detto delle note positive, ci sarebbe poi da dibattere sulla tenuta difensiva. O meglio, sulle letture dei singoli soprattutto all’interno dell’area. Per l’ennesima volta il Frosinone ha incassato gol nonostante fosse in superiorità numerica, cadendo in errori banali. Lasciare così tanta libertà ad un attaccante come Vlahović si è rivelato fatale. Idem in occasione del tris finale della Vecchia Signora con le marcature andate a farsi un giro altrove, proprio quando l’asticella della concentrazione avrebbe dovuto raggiungere il suo punto più alto. Certo, l’auspicio dei tifosi è che con avversarie alla portata le dosi punitive al minimo sbaglio possano subire variazioni rilevanti. E il calendario, rimanendo sotto questa prospettiva, pone davanti due impegni cruciali. Si inizierà domenica al “Benito Stirpe” contro il Lecce, poi il sabato successivo sarà la volta del Sassuolo al “Mapei”. Due scontri diretti da non fallire, complice una classifica che non è più così sorridente. Tra il tredicesimo posto (occupato dall’Empoli a 25 punti) e la terzultima piazza (rivestita in coabitazione proprio da Sassuolo, Verona e Cagliari a 20) ci sono soltanto 5 lunghezze di distacco. Nel mezzo un folto gruppo di squadre, compreso il Frosinone che è fermo in sedicesima posizione a quota 23. Discorso a parte per la Salernitana, ultima con appena 13 punti all’attivo. Il momento è decisivo: inutile nasconderlo, per i giallazzurri la mission salvezza passa da qui.



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